Viktor Petrovič Astaf’ev, Boje, Traduzione di Annalisa di Santo, Trento: Aurora Edizioni, 2018 – ISBN: 978-88-94808-18-6.

 

Il volume

Boje è il primo racconto della raccolta Car’-ryba e funge da prologo. Attraverso questa novella il lettore parte per un viaggio che lo porta dal centro della città nella pericolosa e bianchissima tundra, abbracciando una grossa “fetta” della Siberia. Il racconto dischiude lentamente le porte della natura all’uomo della città, spalanca con delicatezza e incanto i paesaggi della Siberia, ostile e vergine per l’uomo moderno che rimane estraneo alla maestosità della natura. Boje prepara l’animo del lettore ai paesaggi, agli ambienti, alla lingua, agli usi e costumi, alle leggende, alle tradizioni, ai popoli e alla visione del mondo dell’Estremo Nord. Un racconto di 40 pagine denso di emozioni e particolari tutti russi, squisitamente siberiani. Boje, nome in lingua evenki di un husky fedele e bonario, capace di un amore incondizionato e sincero, rappresenta la giusta sintesi di umanità e natura. Tra la maestosità della natura siberiana, il folklore, le leggende, la caccia il lettore viene rapito e rimane, come i personaggi, esterrefatto dinanzi all’aurora boreale. Terrificante e stupenda.

 

L’autore

Viktor Petrovič Astaf’ev nasce nei pressi di Krasnojarsk il 1 maggio 1924, orfano di madre, scappa di casa, vive in orfanotrofio, studia, va in guerra e si dedica alla scrittura e muore famoso e apprezzato in tutta la Russia nel 2001. Essenzialmente la sua opera si snoda su due binari: prosa di guerra e prosa rurale.

 

Il traduttore

Annalisa di Santo è professore a contratto di lingua russa presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale” e insegnante di Lingua e cultura russa (cdc AE24) presso Liceo Linguistico Villaggio dei ragazzi. Oltre all’opera qui segnalata, ha tradotto con Ol’ga Sokolova il Manifesto della cucina futurista di Marinetti dall’italiano al russo, per Izdatel’stvo Evrpejskogo Universiteta (ISBN: 978-5-94380-235-5).