Questa notte si è spento a Mosca Evgenij Michailovic Solonovic. Molti di noi hanno avuto la fortuna di incontrarlo e di conoscerlo. E’ un poeta e traduttore raffinato, esperto conoscitore della lingua italiana, tanto da saper rendere con grande maestria il verso di numerosi poeti italiani, come Dante, Petrarca, Michelangelo, Ariosto, Alfieri, e ancora Parini, Ungaretti, Belli e molti altri.
Dal nascere del suo interesse per la poesia, iniziò a desiderare che anche chi non conosceva la lingua italiana potesse, in russo, apprezzare l’opera di poeti italiani. Molte sono le sue pubblicazioni e numerosi i premi e i riconoscimenti ricevuti, tra questi il Premio del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1966 per la traduzione di Dante, e via via fino al dottorato honoris causa in “Scienze del testo”, conferitogli dall’Università La Sapienza di Roma. Ultimo, in ordine di tempo, il premio letterario intitolato a S. Marshak, nel 2025, che Evgenij Solonovic ha ricevuto il 3 novembre 2025 a Mosca, per “Detskie stichi” (izd. Gorodec, 2024), una raccolta di versi per l’infanzia in cui si apprezza la sua arte poetica.
Lo ricordiamo con gratitudine profonda perché le sue lezioni di traduzione, le conversazioni, l’amicizia, le grandi qualità umane sono un dono prezioso per chi l’ha conosciuto.
Per completezza nella descrizione dell’intensa attività di Evgenij Solonovic, alleghiamo un contributo del 2021 di Giulia Baselica, apparso nella rivista “Tradurre. Pratiche, teorie, strumenti”, N. 21, 2021.
Evgenij Solonovič, o del superamento del pregiudizio di intraducibilità
